"Un giorno fui conquistato dalla voglia di rappresentare su carta delle emozioni. La musica mi era già compagna e di lei me ne approfittai. Presi quel momento come un gioco. E da quel gioco non sono più uscito. Esso è l’ironia … essa rappresenta il fulcro attorno al quale… gioco. Che gioco di parole!! Ma dentro ogni gioco ironico si cela sempre una reale serietà intrinseca." Ritornando a Patti e andando avanti col tempo, da bambino amavo anch'io ascoltare la musica e tutto ciò che ne custodiva la sua essenza (ero attratto da ogni suono, anche dai rumori). Ascoltavo la musica classica, il liscio, affascinato dal ballo (ma questo avvenne più tardi), il rock, pop degli anni ‘60, ‘70 e ‘80 (dai Beatles ai Pink Floyd, ma ancor di più i Queen) e ovviamente tanta musica italiana dei medesimi anni. Infatti il primo approccio alla musica è stato proprio il canto: facendo un passo indietro, le prime foto del bimbo che canta al microfono nei saggi scolastici, risalgono alla tenera età dell'asilo. A 10-11 anni pronunciai a mio padre per la prima volta questo bellissimo nome: chitarra! Volevo la mia prima chitarra. E non fu facile l'impresa, perché dovetti chiedergliela almeno un centinaio di volte, ma alla fine arrivò. Acquistata 20.000 lire dai “polacchi” sulla strada in un piccolo mercatino. per un po’ di anni. Intorno ai miei 17-18 anni, suonavamo le canzoni in voga di allora, abbracciando pop e rock degli anni ‘80-‘90. La partenza per il militare però spezzò questo magnifico periodo, ma nello stesso tempo, mettendomi da parte la paghetta del mese, riempì il mio armadietto non di vestiti militari e civili, ma di una bella Ibanez elettroacustica che accompagnò le mie giornate vuote… Alla tenera età di 23 anni (diciamo che non ero più un agnello da latte), dopo anni di vita dedicata a vari lavori e, ovviamente, alla chitarra da autodidatta, decisi di mettermi a studiare seriamente e fare dello studio la mia vita. Grazie all'aiuto del M° M.G. Caffarelli, ottimo chitarrista classico e formidabile insegnante, iniziai gli studi classici del conservatorio. La conoscenza di un grande Amore, Margherita, mi aprì gli occhi, oltre che il cuore (e senza scendere in altri particolari). Dopo circa sei mesi dal nostro incontro subito scoccato in un violento clima passionale, partii per l'Italia. Sembra strano che dica “per l'Italia”, ma in realtà dalla Sicilia si pensa così, essendo staccata dalla penisola… figuriamoci cosa pensano i sardi! Già avevo avuto varie esperienze di vita vissuta fuori dal nido dei miei genitori, non raccontate in questa biografia, ma questa fu eccezionale e completamente di sapore, colori e sfumature diversi! Era il colore Allora inizialmente in momenti di felicità (poi anche e soprattutto in quelli di tristezza, nervosismo, stress, scoraggiamento e liti di coppia) scrissi i miei primi testi da porre in musica, tra cui “Quartiere miao” o “Infiniti Petali d'or” o ancora “Chitarra ironica”. Tutte canzoni che mi legavano ad un amore o un sentimento, la mia vita insomma. Da qualche anno con queste canzoni sommate a tante altre scritte giro per vari locali della capitale in cerca di emozioni, presentando a tutti coloro che mi ascoltano questo progetto intitolato “Non solo ironico”, come in parte dal titolo di una mia stessa canzone: “Non solo ironico dai retta a me”. In questo contesto sono pienamente me stesso: la mia vita, ciò che mi circonda, il mio essere, la mia cultura soprattutto musicale, il mio carattere, i miei stati d'animo, le mie emozioni.

 

FUMARE  UCCIDE  - Antonio  Agnello -

Di  prima  mattina
necessito  di  nicotina.
Scendo  dal  tabaccaio
chiedendo:  “una  confezione  di  filtrini  

slim,  cartine  sottili  e  tabacco,  grazie!”

Apro  la  confezione
con  su  scritto:
fumare  uccide!  Fumare  uccide!

Pronto  soccorso  e  la  mia  mente
il  mio  pollice  come  in  un  niente
copre  una  parte  della  frasetta
per  darla  vinta  alla  sigaretta.

Così  sul  mio  pacchetto
vedrò  scritto:  fumare.  Fumare.
Alzo  gli  occhi,  li  riabbasso
e  ancora  leggo:  fumare.  Fumare.

Santa  pace!  Finalmente
me  la  rullo  in  un  niente!
Ma  è  scontato  ovviamente
che  se  rullo  rileggo:
fumare  uccide!  Fumare  uccide!

Pronto  soccorso  e  la  mia  mente
ricorda  la  musica  in  cassetta.
E  se  il  lato  A  non  piace  per  niente
vediamo  quello  B  cosa  promette.

I  MINORI  NON  DEVONO  FUMARE

Entra  in  circolo  la  nicotina
è  leggera,  ma  assassina.
Allorquando  una  vocina
mi  chiede:  “signore,  perché  fuma?”

Io  mi  volto  verso  il  piccino
e  con  ton  deciso:  “I  minori  non  devono  

fumare,  non  sai  leggere?”
“Si  signore,  so  leggere  benissimo,  

vado  già  a  scuola.  E  lì  c'è  scritto...”
Fumare  uccide!  Fumare  uccide!
Fumare  uccide!
Fumare  uccide...

 
Ascolta il brano:  

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Autore 2014

Samuele Bersani