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NICOLA VERONELLI

Biografia
Nato il 9 luglio 1985, risiede a Pusiano (CO), piccolo paese  sulle sponde del lago Eupili. Comincia a suonare la chitarra a circa nove anni, prendendo qualche lezione da un cugino, e continua a coltivare la passione per lo strumento  soprattutto da autodidatta, pur giovandosi dell'aiuto di qualche maestro ufficiale e di molti maestri “inconsapevoli”.
Dopo la maturità conosce l'Operazione Mato Grosso, movimento di volontariato con missioni in Sud America. Nello stesso anno comincia a scrivere le sue prime canzoni.
Riceve il riconoscimento per il miglior brano d'autore all'edizione 2009 del concorso Musica Controcorrente.
Nel 2010 consegue la Laurea Specialistica in Scienze dell'Antichità con una tesi in Etruscologia.
Sempre nel 2010 vive per sei mesi in una missione dell'O.M.G. in Ecuador.
E' attualmente uno dei tre finalisti del Premio Beppe Gentile (la cui giuria è presieduta da Davide Van de Sfroos).







Brano: Enne Di


" Tutta nel testo la forza di questo brano (in cerca di compositore) arguto, intelligente e precursore di uno stile e forse di una nuova scrittura molto attenta  alla radici della vita"




Metti caso per ventura si finisca tutti a pezzi
tra mill’anni chi ci scava ne ritrovi solo cocci
tante braccia, qualche faccia se ha fortuna e dita a mazzi

Io mi chiedo in questo caso ne verrà qualcuno ad una
riuscirà qualche archeologo, paleo-medico, ostracologo1
a ritrovare qualche attacco, restaurare un mezzo busto
o anche solo a riportare due o tre denti al posto giusto

Ma fin qui è ancor tutto facile siamo ad un discorso fisico
se di buon occhio forniti e di un ginocchio che si avviti
il ripristino somatico sarà operazione agile

Ben diversa è la questione che si pone a questo punto
quando il nostro scavatore voglia andare un po’ più a fondo
riuscirà a scovare i cocci o anche solo un due per cento
che restituiranno uniti una vita a tutto tondo

E con vita ci si intenda non alludo qui al bacino:
ileo, ischio, pube e anca
ma del rischio di scordarsi chi si è stati e chi si è ora
dell’aurora che si attende  ci si sente già alla sera
della netta convinzione che la notte sia infinita
poi  ti desti e resti colto di sorpresa dal mattino

Metti caso per ventura io finisca tutto a pezzi
chissà se il mio scavatore riuscirà a scovare i cocci
per riunirmi tutto quanto in un sol uomo  e non lasciare vuoti e spazi

La mia unica speranza resta fissa ad un pensiero
che anche in stile pointilliste io possa essere un intero
e come un manto d’Arlecchino possa avere un certo senso
essendo  rosso arancio giallo blu cobalto rosa nero …

E mi consola anche pensare a che fatica si presenta
a chi riunisce un grande puzzle tutto quanto d’una tinta
mentre uno variopinto e variegato offre appigli a chi lo affronta

E per questo tengo duro e resto intero quanto basta
e più di tanto non mi curo di non perdere la testa
e me ne frego se non son tutto d’un pezzo
e nella vita spero solo d’esser sempre d’una sola buona pasta

E con vita ci si intenda non alludo2 qui al bacino:
ileo, ischio, pube e anca
ma del rischio di scordarsi chi si è stati e chi si è ora
dell’aurora che si attende  ci si sente già alla sera
della netta convinzione che la notte sia infinita
poi  ti desti e resti colto di sorpresa dal mattino

delle cose più speciale che ti giungono normali
delle scene più impreviste che ti arrivano già viste
del te stesso unito e scisso in tempo e spazio
e spesso perso in più persone sempre a spasso
in un complesso caleidoscopico riflesso.


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:: Nicola Veronelli