BiografiaMassimiliano D’Ambrosio, cantautore, è nato nel ’72 a Roma dove vive.
Si è diplomato presso l’Istituto Nautico con la qualifica di Capitano di Lungo Corso.
Frequenta il Folkstudio di Giancarlo Cesaroni dal ’94 fino alla chiusura dello storico locale romano curando anche, nel biennio 95-97, lo spazio domenicale chiamato “Folkstudio Giovani”.
Ha vinto nel 2004 il premio “Scrivendo Canzoni” ed è stato finalista dei premi “Enzimi”, “Diacetum Festival”, “Live Music Festival”, “MArteLive”, “Musicultura”, “Area24” ed ha vinto il 2° premio al festival “Botteghe d’Autore 2007”. Nel 2009 ha partecipato al Ferrara Buskers Festival ed al Festival Internazionale TERANOVA invitato dal direttore artistico Mario Salis.
Nel 2010 ha vinto la rassegna Keaton Unplugged.
Nelle sue canzoni si è liberamente ispirato a molti scrittori o poeti dei quali ha messo in musica le parole. Fra questi: Edoardo Sanguineti di cui ha messo in musica “La ballata delle donne”. Stefano Benni di cui ha musicato "Il poeta" e "La scuola più strana del mondo" (inserite anche sul sito ufficiale www.stefanobenni.it/musica); Lawrence Ferlinghetti a cui si è liberamente ispirato per "La via sul porticciolo"; Federico Garcia Lorca per "La sposa infedele", Jorge Amado per “Teresa Batista” ed altri.
Nel 2005 ha realizzato il suo primo disco “Il mio paese” (Piano B Records – TerreSommerse/Interbeat). A cavallo tra il 2009 ed il 2010 esce il suo nuovo album, dal titolo "Cuore di ferro" (Emerald Recordings / Self Distribuzione) in cui compaiono, come ospiti, Marino Severini dei Gang e la cantante irlandese Kay McCarthy.
Il sito Bielle ha inserito “Cuore di ferro” tra gli album “imperdibili” del 2010.
Brano: La ballata delle donne
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso alla gioia
pensare al maschio, pensarci mi annoia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso alla pace
pensare al maschio, pensarci non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno riaggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perchè la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra
ed è la terra, in cui fui seminato,
vita vissuta che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, la prendo per mano.

















