"Il mio abito è la musica, abito in essa". Ho iniziato a scrivere senza particolari attitudini o desideri di successo bensì con la consapevolezza che il cammino per diventare un buon autore è assai tortuoso e ben più difficile di ciò che si possa pensare ma allo stesso tempo ricco di benefici inimmaginabili.

Credo fermamente nel continuo miglioramento, nell'esercizio, nell'errore e nel cestino pieno, nella curiosità e nell'ascolto attento, nella lettura dei maestri e nella piacevole scoperta di talenti ed intuizioni, nell'apertura ad altre forme d'arte, nelle persone che hanno storie da raccontare e nelle persone sole, nella cura dello strumento e nel creare cercando di farlo nella maniera più autentica e pura possibile.

Ho fatto parte di una band indie/rock di nome TRENET nella quale sono stato autore, cantante/chitarrista, con essa ho avuto il piacere di partecipare al Premio Lunezia nel 2009, classificandoci secondi; nel 2012 di registrare un album (Non Vestiamoci) pubblicare l'omonimo singolo nonche videoclip diretto e prodotto da Daniele Barraco, fotografo di fama internazionale e presentare tutto ciò in open act di Morgan.

Attualmente alterno l'attività live in acustico e produzione in studio alla scrittura di testi su commissione.

Strade, una lode alla femmina in quanto donna,figlia,madre e vita,un tributo alla sua grandezza e una condanna a chi barbaramente ne offende ed uccide l'anima soprattutto in strada dove l'ignoranza ha massimo sfogo e fragile opposizione,il secondo una descrizione ironico-apostolica dell'odierno caratterizzato dallo spaesamento interiore, dalla perdita di coscienza e dalla poca affinità tra corpo e mente, speranza e amore, fratellanza e pace.

Un viaggio di riflessione sulle splendide potenzialità inesplorate ed inutilizzate della mente, costretta sempre più nell'omologazione,nel dogma virale e nel ritmo frenetico.

 “Strade”

di Francesco Petacco

 

 

Strade , strade nuove o da inventare

strade vuote mai battute, sotto a un cumulo di neve

sopra un lago di sale, strade appena conosciute

strade ricche di sorprese, che hanno inizio chissà dove

una fine o forse niente, strade a curve oppure dritte

che spariscono oltre il colle, oltre il colle

strade che riappaiono a serpente, a spaghi o lunghe stringhe

strade grigie rosse nere, strade a righe bianche e gialle

strade aride e ghiacciate, spezzate come scaglie

senza alcuna indicazione, segnalate e ben raccolte

chissà quante ne hanno viste, camminare sopra il ventre

e passare passare passare, gente in cammino senza meta

zaino in spalla e tanta voglia, senza difesa ne proprietà da barattare con la vita

dall aspetto troppo ingenuo per farne una colpa, ci sono strade nel mio continente

dove il sangue non costa niente, o forse troppo per chiunque

voglia esserne cosciente, esserne parte integrante in quote fraterne

sono femmina come la strada, la strada che ti porta a casa

femmina come la Terra, una rondine che vola

leggera come una danza, sono femmina come la madre

la spiga l'attesa, femmina come la sera e l'aurora

una rondine che vola, leggera come una danza

una persona che cammina, solamente cammina

troppo ingenua per farne una colpa, per farla finita

sono femmina come la vita, sono femmina e sono vita

ci sono strade che attraversano guerre, dove ai soldati non importa neppure

indossare una divisa per restare indifferente, strade contrarie strade segnate

da meccaniche barbarie , ci sono strade così dure

forse più dure della sete, sono femmina come la strada

la strada che ti porta a casa, femmina come la Terra

una rondine che vola, leggera come una danza

sono femmina come la Madre, la spiga l'attesa

femmina come sera, l'aurora

la spiga e l'attesa, una rondine che vola

una persona che cammina, solamente cammina

troppo ingenua per farne una colpa, per farla finita

sono femmina come la vita, sono femmina e sono vita

sono femmina come la vita, sono femmina e sono vita

 Ascolta il brano:

Autore 2016

Pino Daniele

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