BiografiaStudia Musica classica negli anni ottanta, dal 1993 lavora da professionista in ambito pop e rock, quattro anni dopo si trasferisce a Londra, nel 1999 esce il suo primo cd "Partido alto" che ottiene la candidatura alla finale del premio "Perrier Jazz giovane talento dell'anno" tenuto allo storico jazz club "606" di Londra. Un ottimo album che non passa inosservato, una volta tanto, agli occhi della critica. Da quell'anno pur continuando a lavorare come session musician nel mondo della musica pop/rock, si esibisce come band leader del Giulio Risi Jazz Trio. Nel 2002, inizia a comporre colonne sonore per Cinema e TV e scrive un libro di narrativa e poesie "L'arcano fascino della disperazione".
Nel 2006 esce il secondo album, "Deep down where the heart beats no more," un viaggio virtuale intorno al mondo con undici brani che esplorano undici diverse nazioni, registrato con celebri musicisti fra Londra L'italia e l'Andalusia; un disco che ho recensito con sincero "affetto" e di cui in molti hanno argomentato, in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2007 entra a far parte della band progressive rock Jadis, già prodotta dai Marrilion, con musicisti di fama mondiale.
Dal 2008 lavora fra Roma e Londra dove continua a far concerti con la band Jadis (un nuovo tour europeo nel Marzo del 2010) e con il Giulio Risi Trio. E' in preparazione il suo primo lavoro cantautorale il cui titolo è "Nemesi di un'araba fenice" che ha presentato a Dicembre 2010 al Teatro Caniglia di Sulmona, nel corso della finale del premio “Augusto Daolio”, aggiudicandosi il premio per il miglio testo.
Brano: Liquido inquinante
Retoriche sospette aleggiano suadenti
In lividi mattini d’un grigio inconsistente
In strada senti il mondo pulsa
Squallida gente divora insulsa
Un fiato incontinente
(Aria vuota, Aria vuota)
Timidi sguardi si incrocian persi
La dove in vicoli bui convergono universi
O in finti mondi dai gusti forti
per ignorare i propri torti
Tu attendi spento la sera liberante
Il buio profondo l’asma costante
Di un uomo colmo d’astio inquinante
Che non respira altro che fiamme
E abbracci forte le due persone
Che sono lì e quasi prono
Ti lasci andare a lacrime e trame
Di stelle antiche e fate turchine
Nere galassie aromi infiniti
Riascolti i baci d’amori falliti
Gli specchi urlano il sangue batte
La vista si annebbia le spire rotte
Dal liquido inquinante
Ancora vedi che l’alba è tersa
Da mille notti e in percorsi inversi
Risuonan trionfanti dei canoni assurdi
Normalità latenti che mesti umani
Digrignan fra i denti
E in uno sciatto sforzo di dialoghi parlanti
Significanti in fuga significati stanchi
Attendon scaltri quest’indifeso
Che affabulerà, si…Ma parlando blèso
Stomaci gonfi sguardi lontani
Risate finte abbracci strani
Per non sentire quei tuoni assordanti
Le urla mute di vite infrante

















