BiografiaHo scoperto la passione per la musica a 11 anni ascoltando Bruce Springsteen, che ancora oggi rimane per me un modello di riferimento. Ed anche Sting e i Dire Straits, U2 e Pink Floyd, De Gregori e Vasco Rossi. Ho cominciato così a suonare la chitarra e poi il basso elettrico.
Dopo il primo periodo rock e i primi concerti, tra i 14 e i 17 anni, ho cominciato a studiare al Centro Jazz Torino, avvicinandomi al contrabbasso. La scoperta del jazz imprimerà una forma decisiva alla mia attività seguente, come musicista ma soprattutto come compositore. I miei orizzonti di riferimento saranno quindi sempre la musica pop-rock da una parte, il jazz dall’altra-
Nel 1998 ho conosciuto il teatro e ho cominciato a lavorare sulle musiche per la prosa. E presto avviene l’incontro con l’Accademia dei Folli, piccolo gruppo di attori e musicisti con cui ho iniziato una collaborazione professionale proficua e continuativa, che dura fino ad oggi: con loro ho cominciato a comporre musiche per gli spettacoli e ho suonato nelle situazioni più varie: prosa e recital, teatri ed eventi. Ho lavorato con il Teatro Stabile di Torino, con il Pavese Festival, con il Festival delle Colline, con il Teatro Regio di Torino, con la Soprintendenza del Piemonte.
A fine giugno 2011 è prevista l’uscita del nuovo CD dell’Accademia dei Folli
Occasionalmente collaboro con Valerio Manni (che mi ha dato la possibilità di lavorare con David Riondino e Flavio Oreglio). Inoltre suono con il trio Verso Sud. Ho di recente composto le musiche per un allestimento di “Zio Vanja” in scena a Milano e Bolzano nei mesi di Marzo e Aprile.
Brano: Novantatre
" Un brano che pone quesiti a lei/lui, o a se stessi. Anche in musica ci si domanda sul proprio futuro... chi risponde? solo noi e i nostri sogni"
Non parli più
E che ti è preso fino adesso
Son domande da fare?
Come mai noi siamo qui
Come mai si muore?
Ma cosa vuoi che ne sappia
Cosa vuoi che ti dica io?
Vuoi che ti prenda la mano?
E che ti porti via, che ti porti lontano?
Dove non ci sono domande
Un posto senza gente grande
Che ti spara o si sporca le mani
Senza potere né falsi ideali
Senza sprechi né mali
Ma dove vuoi che andiamo?
Io che sono come te
Ho vent’anni come te
In questo novantatre
Dove vuoi che fuggiamo?
Non parli più
E cosa sono quegli occhi arrossati
No, non piangere dai…
Tanto certe verità non le sapremo mai
Ma non devi fare così
Sai che cosa ti dico io?
Adesso dammi la mano
Che corriamo sulla collina
E guardiamo lontano
E poi corriamo nella notte
Noi due da soli nella notte
Partiremo coi sogni in tasca
Finché non troveremo il sole
E scopriremo l’amore
E’ tutto quel che ci resta
Tu che sei come me
Hai vent’anni come me
In questo novantatre
Ecco cosa ci resta...

















