Il progetto C.F.F. e il Nomade Venerabile prende avvio nell’anno 1999, a Gioia del Colle (BA).
C.F.F. sta per:
- Concettuale perche’ la ricerca sulla parola che si fa testo mira all’obiettivo prioritario della band: condividere le emozioni con il pubblico.
-Fisico Fastidio perche’ la formula artistica proposta travalica i confini della musica (rock d’autore, psichedelia, elettro-acustica), e si intreccia, spesso creando suggestione e contrasti, con il teatro-danza e la video-arte.
Il Nomade e il Venerabile sono i nomi d’arte dei due ragazzi che, agli esordi, curavano l’aspetto teatrale del progetto.
I C.F.F. e il Nomade Venerabile sono:
- Anna Maria Stasi voce e teatro-danza
- Anna Moscatelli teatro-danza
- Anna Surico chitarra elettrica e chitarra acustica
- Monica Notarnicola tastiera
- Fabrizio Lavegas chitarra elettrica e chitarra acustica
- Vanni La Guardia basso elettrico e voce
- Nicola Liuzzi batteria e sequenze
Brano: Un lungo viaggio in autostrada
Attenderò che l’alba mi lucidi i nervi
e guarderò le parole levigate dalla nebbia
per sentirle solamente risuonare
come tonfo di roccia nel fango
Sulle rive ho costruito i miei sogni di sabbia
e mentre ti accoglievo, invocavi la marea
Gli amici di tutti non sono miei amici
gli amici improvvisi non hanno amici
Devo rallentare per non perdermi
i dettagli del paesaggio
per convincermi di ricordare male
asciugare i pensieri
scrollarmi di dosso questo gelo verticale
Ho perso e ritrovato il mio nome
tra l’estetica fordista di Milano
nella ferocia degli affitti in Capitale
tra la pena di chi dove non arriva, distrugge
dentro la noia viziosa che gocciola violenza
nell’arroganza sottile del denaro
che stupra la storia e compra anche l’amore
in quel che m’aspettavo e resto ad aspettare
e resto e resto
Devo rallentare per non perdermi
i dettagli del paesaggio
per convincermi di ricordare male
asciugare i pensieri
scrollarmi di dosso questo gelo verticale
Devo rallentare fino a sentire
l’odore del catrame
fino a deridermi perché ci stavo male
asciugare i pensieri
scrollarmi di dosso questo gelo verticale
in quel che m’aspettavo e resto ad aspettare
in quel che m’aspettavo e resto ad aspettare
in quel che m’aspettavo e resto ad aspettare
in quel che m’aspettavo e resto ad aspettare

















