BiografiaSergio Gentile nasce a Messina l'11 luglio del 1980.
Sua sorella da piccola lo storpiava in “bebbo” cosi lo sceglie come pseudonimo.
Un pianoforte da arredamento in salotto e una "Eko" degli anni settanta, nascosta in un armadio, attirano la sua attenzione per anni. Strimpellava quegli strumenti senza conoscere la musica e suo padre lo guardava stupito. Scrive la sua prima canzone a 20 anni, dopo la morte prematura di un'amica, e non smette più anche se lo fa solo come passatempo. Ma quando vince il Premio per il Miglior Testo in un concorso nella provincia di Lecco nel 2006, pensa che in fondo possa prendersi più sul serio. Così, cerca tra gli scaffali dei negozi di dischi i grandi maestri come De Andrè, Rino Gaetano, Gaber, Battiato, Tenco, De Gregori, per migliorare il suo stile. Suonando nei locali, tra una cover e l'altra, propone le sue canzoni che riscuotono interesse tra il pubblico. Dopo un periodo in cerca d'ispirazione, partecipa ad un secondo concorso ad Agerola nel 2010 e vince il Premio della Giuria, presieduta da Massimo Cotto. Emigranti, venditori, puttanieri, suore, donne frustrate, poeti, sono alcuni dei personaggi che animano le sue canzoni, a volte melanconiche, tra melodie retrò e incazzature moderne.
Nel 2011 vince il “Premio AFI Discografia” al concorso “Spazio d'Autore” già “Premio Rino Gaetano”, è finalista del “Premio Fabrizio De Andrè” e finalista del “Premio Lunezia”.
Brano: Il vedovo
" Il cantautore Messinese propone un brano di semplice impatto ma di probabile presa radiofonica anche se con un testo che sottintende ad un pensiero profondo"
E perdo ogni giorno capelli
a volte provo a riattaccarli
non mastico bene dovrei ritornare
dal medico delle dentiere.
Mi piace un po' prendere in giro
i vecchi e le nozze d'oro
ma intanto mi guardo e quello che vedo
è un vecchio che dorme da solo.
E penso ancora a te
quest'inverno ho preso anche un cane
ma non riesco più a scrivere
E scrivo ancora cazzate
ho perso la mia ispirazione
dovrei far baciare in un modo migliore
le rime di questa canzone.
Mi capita spesso la sera
di legger la cronaca nera
che gente violenta che gira in paese
stanotte lascerò le luci accese.
E penso ancora a te
credo che al cane non piaccia parlare
e ho voglia di piangere
E piango mentre faccio il bagno
nel mare da solo in silenzio
e grido sott'acqua Nettuno mi sente
e mi invita a restare per sempre.
E adesso che sono fra i Santi
accanto ai tuoi occhi contenti
non temo più il buio, parlo col cane
e scrivo una bella canzone.

















